The King of Thailand

Majesty King
Bhumibol Adulyadej


THAILANDIA, NUOVO
RECORD PER IL RE BHUMIBOL
|
BANGKOK, 24
MAGGIO 1999 - A 72 anni, 5 mesi e 20 giorni, il Re
Bhumibol Adulyadej, è diventato oggi il più anziano
sovrano della Thailandia ad aver mai occupato il trono.
Secondo la Casa reale, ha vissuto un giorno in più del
suo antenato Rama I (1737-1809), morto il 23 maggio 1809
all'età di 72 anni, 5 mesi e 19 giorni.
Il sovrano conquista dunque un altro record, dopo
quello di decano delle teste coronate e dei capi di Stato
in carica nel mondo. Il suo regno, cominciato il 9 giugno
1946, è inoltre già ora il più lungo della storia
della Thailandia. Nono discendente della dinastia Chakri,
Bhumibol regna col nome di Rama IX, ed è nato a
Cambridge, nel Massachusetts, dove suo padre, il principe
Mahidol, studiava medicina a Harvard. E' stato chiamato a
regnare a 18 anni, alla morte misteriosa del re Ananda
Mahidol, suo fratello.
Davanti a lui sono passati oltre 20 primi ministri
e 16 Costituzioni, ha assistito a 17 colpi di stato, e ha
visto il suo regno di 60 milioni di sudditi trasformarsi
da uno Stato agricolo semi feudale in una delle 'tigri'
economiche dell'Asia.
BANGOK,
24 MAGGIO 2006. The King
Bhumibol Adulyadej festeggia 60 anni di regno
|




Thai Government
HS1A 
(King radioamateurs)
The Sixtieth
Anniversary Celebrations of His Majesty's Accession to the Throne
1946-2006

NEWS :
UN NUOVO GOLPE IN THAILANDIA
?
Thailandia: i manifestanti
non lasciano, la sede del governo,
saranno sgombrati... (???)

Bangkok, Giovedi 28 agosto 2008
Le migliaia di manifestanti che da ieri
occupano la sede del governo thailandese sono accerchiati. Gli agenti di
polizia dispiegati attorno al palazzo hanno ricevuto dal premier di Bangkok
Samak Sundaravej l'ordine di far terminare l'occupazione "entro
stasera". E anche l'alta corte thailandese ha ordinato ai manifestanti di
sgomberare al più presto la sede dell'esecutivo. Gli occupanti però
rilanciano: non se ne andranno fino a che il premier non si dimetterà.
La giornata di oggi è stata all'insegna
dei tentativi di negoziato, finora andati a vuoto. Stamane 2.000 poliziotti
hanno preso posizione intorno alla sede dell'esecutivo, occupata da circa
8.000 dimostranti, tra cui alcuni leader dell"Alleanza del Popolo della
Democrazià (Pad), il cartello dei partiti di opposizione. In tenuta
antisommossa, armati di manganello e scudi, gli agenti avevano l'iniziale
consegna, secondo fonti di polizia, di non disperdere la folla ma di tentare
un accordo. Accordo che, secondo un portavoce dell'esecutivo di Bangkok,
Nuttawut Saikhua, non è stato raggiunto perché "dai manifestanti non
abbiamo ricevuto risposta positiva". Vano il tentativo del ministro
dell'interno, Kowit Wattana, che si era speso di persona, andando tra gli
occupanti per tentare una soluzione. I leader del 'Pad' hanno affermato che
interromperanno l'occupazione solo dopo le dimissioni del premier Sundaravej,
che considera una "marionetta" nelle mani dell'ex premier, il
miliardario Thaksin Shinawatra, attualmente in Gran Bretagna per sfuggire alle
accuse di corruzione per cui è indagato in Thailandia. Vestiti di giallo,
colore che richiama il re thailandese Bhumibol Adulyadejm, gli occupanti hanno
passato la giornata ascoltando vari discorsi e cantando. Nonostante non ci
siano stati veri scontri, ieri notte 15 manifestanti sono rimasti feriti in
tafferugli con la polizia. Sempre nella giornata di oggi una corte thailandese
ha emesso un mandato di cattura nei confronti di nove manifestanti, tra cui
cinque leader dell'opposizione. I nove sono accusati di alto tradimento e di
sedizione. Il primo ministro thailandese accusa il Pad di voler creare le
condizioni per un 'colpo di statò. Le dimostrazioni erano iniziate ieri
quando 35.000 militanti dell'opposizione avevano inscenato una manifestazione
di protesta davanti alla televisione di Stato, occupandola, riversandosi
infine all'interno della sede del governo.
( fonte: L'Unione Sarda )
2 settembre 2008
Stato d'emergenza in
Thailandia
I contestatori non se ne andranno
Il primo ministro thailandese Samak Sundaravej
ha dichiarato oggi lo stato di emergenza a Bangkok, a seguito di scontri
violenti tra sostenitori e avversari del governo, e ha incaricato il
comandante dell'esercito di riportare l'ordine della capitale.
Gli oppositori del regime dichiarano che non
se ne andranno.
Il decreto del governo thailandese, che
ha proclamato oggi lo stato di emergenza a Bangkok, e che è stato letto alla
radio e alla televisione di stato, conferisce ai militari poteri di polizia
per riportare l'ordine pubblico nella capitale, impone restrizioni ai media
che "minano la pubblica sicurezza", proibisce tutti i raduni
pubblici. Nella notte migliaia di manifestanti pro e contro il governo si
erano violentemente affrontati a Bangkok, secondo la polizia, che aveva
riferito di colpi da fuoco e chiamato l'esercito a rinforzo. I due gruppi si
erano affrontati vicino alla sede del governo della capitale thailandese, da
una settimana occupata da dimostranti che vogliono le dimissioni del premier.
Secondo fonti mediche gli scontri hanno causato un morto e 38 feriti.
PREMIER. Il primo ministro thailandese Samak Sundaravej
ha detto che lo stato di emergenza da lui annunciato oggi a Bangkok per far
cessare le proteste anti-governative non durerà più di pochi giorni.
"Farò del mio meglio per normalizzare la situazione il più presto
possibile", ha detto Samak in una conferenza stampa dal quartier generale
dell'esercito, trasmessa in diretta dalla televisione di stato. Il premier ha
anche detto che, in conformità allo stato di emergenza, i manifestanti
dovranno abbandonare la sede del governo che occupano da una settimana.
"Nessuno di loro ha il diritto di fare quello che ha fatto, non avevamo
altra scelta che dichiarare lo stato di emergenza per risolvere il problema
una volta per tutte", ha aggiunto.
L'OPPOSIZIONE. I leader del movimento di protesta
anti-governativo nella capitale della Thailandia hanno fatto sapere che i
manifestanti, che occupano da sette giorni gli edifici del governo con
l'intento di far cadere l'esecutivo del premier Samak Sundaravej, si sono
rifiutati di andarsene dopo la proclamazione oggi dello stato di emergenza a
Bangkok. "Non ci sono abbastanza prigioni per metterci tutti noi
dentro", ha detto agli occupanti Chamlong Srimuang, uno dei leader
dell'Alleanza del Popolo per la democrazia (Pad), cartello di forze
nazionaliste che sta ingaggiando un braccio di ferro con il governo
thailandese, dominato dagli alleati del miliardario ed ex premier Thaksin
Shinawatra.
( fonte: L'Unione Sarda )
Altre news sulla
Thailandia : http://www.bangkokpost.com/
http://www.astv-tv.com/
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